
La tutela dei produttori di vino in Sicilia è affidata principalmente ai Consorzi di Tutela, che operano per valorizzare, promuovere e vigilare sulle denominazioni di origine controllata (DOC) e sulle altre produzioni vinicole dell’isola.
È un sistema integrato che vede la collaborazione tra i Consorzi di Tutela, che si concentrano sulla valorizzazione e protezione delle denominazioni, e l’IRVOS, che fornisce supporto tecnico, scientifico e istituzionale, garantendo un’offerta vinicola di alta qualità.
Consorzio di Tutela: si occupa principalmente della promozione, valorizzazione e protezione dei vini che rientrano in una specifica Denominazione di Origine (DOC, DOCG, IGT) o Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il loro lavoro comprende anche la vigilanza e la salvaguardia di queste denominazioni da abusi, contraffazioni e concorrenza sleale.
PRINCIPALI ATTIVITA’ di un Consorzio di Tutela Vini:
– Promozione e valorizzazione: Organizzano eventi, partecipano a fiere, realizzano campagne pubblicitarie e collaborano con le istituzioni per far conoscere i vini del territorio e aumentarne il valore.
– Tutela e vigilanza: Controllano che vengano rispettati i disciplinari di produzione, vigilano contro l’uso improprio delle denominazioni e contrastano le contraffazioni.
– Assistenza tecnica: Offrono consulenza e supporto tecnico ai produttori per migliorare la qualità dei vini e garantire il rispetto dei disciplinari.
– Rappresentanza degli interessi: Agiscono come punto di riferimento per i produttori, rappresentandoli presso le istituzioni e le altre organizzazioni del settore.
CONSORZI PRESENTI IN SICILIA
Ai fini della tutela dei produttori di vino in Sicilia sono presenti:
1) Consorzio di Tutela Vini Etna DOC https://consorzioetnadoc.com/it/
si occupa di valorizzare e proteggere i vini prodotti nell’area dell’Etna, con denominazione di origine controllata (DOC). La denominazione di origine controllata dei vini dell’Etna nasce nel 1968, prima DOC della Sicilia e tra le prime in Italia. Nel mese di gennaio 1994 nasce il Consorzio di tutela con l’obiettivo di valorizzare e proteggere le produzioni dei vini Etna ed il loro territorio.
Con Decreto ministeriale del 18/02/2018 il Consorzio ottiene il riconoscimento cosiddetto “erga omnes”, con incarico di svolgere le funzioni di tutela dei produttori di vino in Sicilia, promozione, valorizzazione della denominazione.
L’impegno principale è mirato a tutelare il brand Etna Doc, a promuoverlo in Italia e all’estero per accrescere la visibilità di un marchio simbolo del Made in Italy, ed a vigilare sul rispetto delle norme previste dal disciplinare di produzione a difesa del consumatore e dei produttori. Il Consorzio partecipa attivamente ai temi di interesse vitivinicolo, favorisce le relazioni tra i produttori e il mercato e lo sviluppo della cultura legata al mondo del vino anche tra i consumatori.
2) Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia https://siciliadoc.wine/
Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia (siciliadoc.wine) si costituisce nel 2012 per valorizzare il vino siciliano e promuovere la DOC Sicilia. Riunisce circa 7.000 viticoltori e oltre 500 imbottigliatori, impegnati nella tutela e nella valorizzazione della produzione vinicola dell’isola.
Riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con incarico cosiddetto erga omnes (decreto del 15 aprile 2014).
I Consorzi di Tutela dei produttori di vino in Sicilia erga omnes sono caratterizzati, secondo il dettato e lo spirito normativo, da un elevato livello di rappresentatività della loro base sociale rispetto alla totalità degli utilizzatori della denominazione stessa.
In funzione di ciò, il Consorzio svolge attività di promozione, valorizzazione, tutela e vigilanza i cui effetti si riverberano sulla denominazione nella sua interezza e quindi su tutti i produttori dei vini Sicilia Doc, anche non soci del Consorzio.
La DOC (Denominazione di Origine Controllata) dei vini Sicilia
nasce il 22 novembre 2011, con decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il 12 giugno del 2012, gli stessi viticoltori, vinificatori e imbottigliatori che hanno promosso il riconoscimento della Doc, fondando il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia, con l’obiettivo di tutela dei produttori di vino in Sicilia.
Il Consorzio assume le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi ai vini Sicilia Doc.
Infine, concretizza il proprio impegno di tutela dei produttori di vino in Sicilia mediante la protezione del brand “Sicilia Doc”, che si concretizza con la promozione della denominazione, attraverso azioni mirate alla crescita della visibilità di un marchio simbolo del Made in Italy.
Esso, inoltre, ha compiti anche di programmazione delle produzioni da immettere sul mercato e partecipa attivamente ai temi di interesse vitivinicolo per far crescere l’intero settore in Sicilia.
Risultati del Consorzio di tutela Vini DOC Sicilia del 2024:
- Imbottigliati 564.917,60 ettolitri di vino DOC Sicilia, con una lieve flessione del 5% rispetto al 2023, a conferma della capacità di adattamento del settore.
- Crescente interesse per spumanti e rosati DOC Sicilia, apprezzati per la loro qualità e identità distintiva.
- Rafforzamento della presenza sui mercati esteri, con masterclass, degustazioni e seminari dedicati ai vini siciliani.
- Focus sulla ricerca scientifica, con progetti come “Germoplasma”, “Bi.Vi.Si.” e “Vista Lucido” per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e la promozione della sostenibilità.
Antonio Rallo, Presidente del Consorzio, sottolinea l’importanza della qualità, della promozione mirata e della ricerca costante per affrontare le sfide del mercato globale.
Giuseppe Figlioli, enologo e Consigliere del Consorzio, evidenzia l’impegno nella ricerca per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità.
L’ISTITUTO REGIONALE DEL VINO E DELL’OLIO (IRVOS)
L’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVOS) svolge un ruolo chiave nel supporto e nella certificazione dei vini siciliani DOC, garantendo la tracciabilità e la qualità del prodotto.
L’IRVOS si occupa di ricerca, sperimentazione, formazione professionale, analisi eno-chimiche e certificazione, contribuendo al miglioramento continuo della produzione vinicola siciliana.
Nato nel 1950 come ente pubblico al servizio della vitivinicoltura siciliana, l’IRVO (www.vitevino.it) è un ente pubblico regionale preposto alla tutela, evoluzione e promozione della produzione vitivinicola siciliana.
Nel 2007 è stato riconosciuto per decreto ente di ricerca regionale. Ha sede a Palermo con uffici periferici presso Alcamo, Marsala, Milazzo e Noto, due sportelli tecnici sono a Canicattì e Castiglione di Sicilia. E’ dotato inoltre della cantina sperimentale “G. Dalmasso” a Marsala.
Dal 2011 ha una sede di rappresentanza a Catania. In materia di olio, sempre dal 2011 e per legge, gli sono state attribuite competenze in merito di:
- valorizzazione e promozione dell’olio extravergine di oliva prodotto e confezionato in Sicilia;
- valorizzazione e promozione dell’oliva da mensa prodotta e confezionata in Sicilia;
- certificazione, ricerca e innovazione nella filiera olivicolo-olearia.
E’ uno dei pochi enti certificatori pubblici in Italia.
TIPOLOGIA DI VINI
La classificazione dei vini in Italia segue un sistema gerarchico che va dai vini da tavola ai vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
Al centro di questa classificazione c’è il concetto di “Denominazione di Origine”, che indica il legame tra il vino e il suo territorio di produzione, garantendo determinate caratteristiche e qualità.
Principali categorie:
- Vini da Tavola: Rappresentano la categoria più semplice, senza particolari vincoli territoriali o di produzione. Possono essere anche chiamati “vini senza indicazione geografica”.
- Vini I.G.T. (Indicazione Geografica Tipica): Indicano un vino prodotto in una specifica area geografica, con regole meno stringenti rispetto alle DOC e DOCG, ma comunque con specifiche caratteristiche legate al territorio.
- Vini D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata): Garantiscono una provenienza geografica precisa e disciplinari di produzione più rigorosi che comprendono vitigni ammessi, rese per ettaro, tecniche di vinificazione, ecc.
- Vini D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita): Rappresentano il livello più alto, con controlli ancora più severi rispetto alle DOC, sia in fase di produzione che di imbottigliamento.
Oltre a queste categorie, esistono altre menzioni che possono comparire sulle etichette, come:
Classico: Si riferisce a vini DOC o DOCG prodotti nella zona di origine più tradizionale della denominazione.
Superiore: Indica un vino con gradazione alcolica superiore alla norma o con un periodo di invecchiamento più lungo.
Riserva: Si applica a vini che hanno subito un periodo di invecchiamento più lungo del normale, come specificato dal disciplinare.
Novello: Un vino giovane, da bersi rapidamente, prodotto con una particolare tecnica di vinificazione.
Passito: Vino ottenuto da uve appassite, con un’alta concentrazione di zuccheri.
La classificazione dei vini è quindi un sistema complesso che tiene conto di vari fattori, tra cui il territorio, le uve utilizzate, le tecniche di produzione e i controlli di qualità, al fine di garantire al consumatore un prodotto con determinate caratteristiche e provenienza.
DIFFERENZE TRA LE DIVERSE CLASSIFICAZIONE DEI VINI
1) D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata):
È una certificazione italiana che si applica principalmente ai vini, garantendo che siano prodotti in una specifica area geografica e seguano precise regole di produzione. Tutela i vini di qualità legati al territorio e alle sue tradizioni.
2) D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta):
È un marchio europeo che indica un prodotto agroalimentare, compresi i vini, le cui caratteristiche dipendono in modo significativo dall’ambiente geografico di produzione, inclusi fattori naturali e umani. La DOP richiede che la produzione, trasformazione ed elaborazione avvengano nell’area geografica di riferimento ed include anche i vini precedentemente certificati DOC, così come altri prodotti che condividono queste caratteristiche di origine e produzione.
In sintesi, la DOC è un marchio italiano specifico per il vino, mentre la DOP è un marchio europeo che include sia i vini DOC che altri prodotti agroalimentari di alta qualità legati al loro territorio di origine.
3) I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta):
è un marchio di qualità dell’Unione Europea che indica che un prodotto, come cibo o vino, è legato a una specifica area geografica e che almeno una fase della sua produzione avviene in quella zona. Questo può riguardare la provenienza delle materie prime, la produzione, la trasformazione o l’elaborazione del prodotto. Questo legame con il territorio conferisce al prodotto caratteristiche uniche.
A DIFFERENZA DELLA DOP (che richiede che tutte le fasi della produzione, dalla materia prima al prodotto finito, avvengano all’interno di una specifica area geografica), l’IGP richiede che almeno una fase della produzione sia legata all’area geografica, ma non necessariamente tutte.
4) De.Co. (Denominazione Comunale di Origine):
è una attestazione che un Comune può conferire a prodotti agroalimentari e artigianali locali, riconoscendone il legame con il territorio. Non è un marchio di qualità, ma una sorta di “carta d’identità” che valorizza la produzione locale e le sue tradizioni. Quindi, se si parla di “De.Co.” in relazione al vino, si intende che quel vino è stato riconosciuto dal Comune come prodotto tipico e legato al territorio, valorizzandone le caratteristiche locali e la sua storia.
5) “S.T.G.” (Specialità Tradizionale Garantita):
marchio introdotto dall’Unione Europea, identifica prodotti alimentari, compresi i vini, che sono prodotti secondo metodi tradizionali o con una composizione specifica che li distingue da altri prodotti simili.
A differenza dei marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta) ed IGP (Indicazione Geografica Protetta), un prodotto STG non è necessariamente legato ad una specifica area geografica, ma piuttosto alla tradizione nella produzione.
In altre parole, un vino STG è un vino che viene prodotto seguendo una ricetta o un metodo di produzione tradizionale, che può essere applicato anche al di fuori di una specifica regione geografica.
6) D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita):
è la massima denominazione di origine per i vini italiani, che indica un’elevata qualità e un forte legame con il territorio di produzione.
I vini DOCG sono sottoposti a controlli più rigorosi rispetto ai vini DOC, sia in fase di produzione che di imbottigliamento, e devono superare un esame organolettico da parte di una commissione di esperti (es. brunello di montalcino).
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA SICILIA DOC
I prodotti appartenenti a tutte le Denominazioni di Origine Italiane, in quanto tali, sono soggetti al rispetto di uno specifico Disciplinare di Produzione, vale a dire la prescrizione che disciplina tutti i dettagli relativi all’ottenimento di un prodotto agricolo o alimentare.
Il Disciplinare è la norma di legge che definisce i requisiti produttivi e commerciali di un prodotto DOP, IGP, De.Co. o STG.
Qualsiasi prodotto italiano, (ma anche Europeo) che si fregi di una denominazione/indicazione protetta, e quindi anche il Sicilia DOC, deve essere prodotto secondo le regole stabilite dal suo disciplinare DOC.
Un Disciplinare è, pertanto, una legge a tutti gli effetti, le cui eventuali violazioni sono dunque reati.
I Disciplinari vengono periodicamente revisionati, ossia aggiornati o modificati, divisi (quando da una denominazione se ne crea un’altra), accorpati (quando si uniscono più denominazioni), o abrogati (quando la denominazione cessa di esistere).
In generale, sono i Consorzi di tutela gli enti che sovrintendono alla nascita e gestione del disciplinare di riferimento.
L’iter per elaborare, presentare, approvare ed, infine, pubblicare un disciplinare di produzione per una nuova denominazione è piuttosto complesso e deve essere svolto in sede comunitaria.
DISCIPLINARE DEI VINI ETNA DOC
Il disciplinare di produzione dei vini Etna DOC stabilisce le regole per la produzione dei vini Etna, identificando l’area geografica, i vitigni ammessi, le tecniche di vinificazione e le caratteristiche organolettiche che i vini devono possedere. Il disciplinare è fondamentale per garantire la qualità e l’autenticità dei vini Etna DOC.
In dettaglio, il disciplinare dell’Etna DOC definisce:
- Area di produzione, vinificazione e imbottigliamento: Delimita con precisione la zona geografica dove le uve possono essere coltivate, vinificate e imbottigliate per ottenere il vino Etna DOC.
- Vitigni ammessi: Specifica quali vitigni, in quali percentuali, possono essere utilizzati per la produzione dei diversi tipi di vino Etna DOC (es. Nerello Mascalese per l’Etna Rosso).
- Tipologie di vino: Definisce le diverse tipologie di vino Etna DOC, come rosso, bianco, rosato, superiore e spumante, con le loro specifiche caratteristiche.
- Regole produttive e di vinificazione: Stabilisce le pratiche ammesse in vigna e in cantina, come i metodi di coltivazione, le tecniche di vinificazione e i parametri di qualità che i vini devono rispettare.
- Caratteristiche organolettiche: Definisce gli aspetti visivi, olfattivi e gustativi che i vini Etna DOC devono presentare, come il colore, l’aroma e il sapore.
PRINCIPALI VITIGNI COLTIVATI IN SICILIA
includono sia varietà autoctone che internazionali. Tra i rossi, spiccano il Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Perricone e Frappato; tra i bianchi, Catarratto, Grillo, Inzolia (o Ansonica), e Zibibbo (Moscato di Alessandria) sono i più diffusi.
Si coltivano anche vitigni internazionali come Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah.
Vitigni Autoctoni:
Rossi:
- A) Nero d’Avola: Il vitigno più emblematico della Sicilia, produce vini rossi corposi e fruttati.
- B) Nerello Mascalese: Vitigno coltivato principalmente sull’Etna, dà vini rossi eleganti con note speziate e minerali.
- C) Nerello Cappuccio: Spesso vinificato in blend con il Nerello Mascalese, dona colore e struttura ai vini dell’Etna.
- D) Perricone: Vitigno che produce vini robusti e tannici, ideale per l’invecchiamento.
- E) Frappato: Vitigno leggero e fruttato, usato per il Cerasuolo di Vittoria DOCG.
Bianchi:
- A) Catarratto: Vitigno a bacca bianca più coltivato in Sicilia, utilizzato per la produzione di vini freschi e profumati.
- B) Grillo: Vitigno che produce vini aromatici e equilibrati, spesso usato per il Marsala.
- C) Inzolia (o Ansonica): Vitigno diffuso in tutta la Sicilia, dà vini bianchi secchi e profumati.
- D) Zibibbo (Moscato di Alessandria): Vitigno aromatico, utilizzato per la produzione di vini dolci come il Passito di Pantelleria.
Vitigni Internazionali:
Chardonnay: Vitigno che si adatta bene al clima siciliano, dando vini bianchi freschi e complessi.
Cabernet Sauvignon: Utilizzato per vini rossi strutturati e longevi.
Merlot: Dà vini morbidi e fruttati, spesso in blend con altri vitigni.
Syrah: Vitigno che produce vini speziati e intensi.
Inoltre, in Sicilia si coltivano anche altre varietà autoctone meno diffuse, come il Nocera, il Carricante, il Grecanico, e vitigni internazionali come il Pinot Nero e il Sauvignon Blanc.
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